Cambiano le opere in primo piano in via Camollia 141

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Come ogni sei mesi (circa) cambiano le opere che sono in primo piano nella galleria Omnniaghezzi in Camollia al 141. In questa occasione esponiamo tre opere degli anni Settanta. Fu quello un periodo importante nell’opera di Ghezzi che giunse dopo una serie di eventi drammatici, come la morte della madre e di Cardazzo. Quegli eventi chiusero di fatto un periodo nella pittura di Ghezzi che ripensò completamente il suo modo di dipingere ed in sintesi passò dal suo periodo materico a quello che lui stesso definì spaziale (vedi catalogo “MARIO GHEZZI 1919 – 2007 – Note critiche, opere, testimonianze). Se negli anni precedenti la sua pittura incontrava molto successo anche per l’atmosfera affettiva che trapelava dai suoi quadri, allora tutto diventò più algido e cerebrale. Lui stesso motiva quel cambiamento parlando della necessità di “una moralizzazione del colore” e dopo aggiunge riferendosi alla pittura di prima: “troppo successo, quella pittura ha avuto troppo successo, è piaciuta troppo e questo è il segno di una sua superficialità. Bisogna cambiare!”

Posizione coraggiosa e che in sostanza rivaluta il segno a scapito del colore e rende più stilizzate le forme che emergono dai suoi quadri.

Esponiamo opere che vanno dal 1974 al 1979. La più piccola, visibile sulla destra della vetrina fa parte di una numerosa serie con piccoli cartoni telati (figura come in questo articolo come opera in primo piano) e che Ghezzi dedicò al glicine che aveva in giardino, in cui scomponeva forme e colori. Poi al centro in basso un altro cartone telato datato 1975, anche questo fa parte di una serie dedicata al paesaggio con alberi. A me pare evidente come già da quella data Ghezzi cominciava a muoversi sulla prospettiva della tecnica necessaria per realizzare la sua vetrata.

Ed infine invece una grande tela (120 X 100) del 1979 intitolata Interno (lo studio), in parte ridipinta su un soggetto simile e in cui Ghezzi, nel retro tela, precisa forse per la una delle prime volte la dizione “periodo spaziale”.

Buona visione per chi passa da quelle parti e vuole gettare un occhio sull’opera di un pittore forse poco conosciuto. Le opere sono esposte da sinistra a destra in questo stesso ordine e private dello sfondo.

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