Dopo averlo tante volte annunciato è finalmente arrivato il catalogo Ghezzi. Sono cento ottanta pagine con diversi contributi e con tante fotografie delle sue opere. Nei prossimi giorni sarà reperibile nelle librerie cittadine.
Intanto ecco le note di contro copertina con un riassunto di ciò che il catalogo contiene.
Dalle note di controcopertina:
Mario Ghezzi è stato un equilibrista. Con grande abilità è riuscito, infatti, a mantenersi in equilibrio sulle due parti più importanti della sua identità: medico e pittore. Inevitabilmente la prima di queste ha avuto più visibilità: è stato un medico ben voluto ed apprezzato dai suoi molti pazienti che anche adesso, scomparso ormai da oltre dieci anni, lo ricordano.
Con il presente catalogo vorremmo portare in piena luce la seconda parte che in qualche modo è rimasta più in ombra. Intendiamoci, Ghezzi è conosciuto ed apprezzato da molti per le sue tele, ma forse non tutti conoscono il suo travaglio interiore, la sua continua ricerca e il suo sperimentare con l’arte per oltre quarant’anni, attraversando diversi periodi tra formazione e maturazione di un suo pensiero e vocabolario pittorico.
Lo fa mirabilmente nel suo saggio critico Luca Mansueto che rintraccia i moventi e le radici della sua pittura, sviluppata poi in modo del tutto personale, all’interno di un contesto più ampio e combinato con lo studio dei materiali dell’Archivio Ghezzi.
Ma è nostra intenzione parlare anche della sua umanità, ed ecco che la biografia scritta da Andrea Friscelli svela, almeno in parte, gli intrecci interiori che hanno motivato le sue scelte artistiche attraverso una lettura psicoanalitica da medico e da intimo conoscente di Ghezzi.
Il catalogo poi comprende una selezione di tavole a colori di alcune delle sue opere, quelle che meglio di altre dimostrano l’evoluzione del suo lavoro.
Infine, in appendice, facciamo parlare direttamente il protagonista con alcuni dei suoi scritti, a seguire alcuni dei giudizi critici che il suo lavoro ha ricevuto e una serie di testimonianze e di ricordi di chi lo ha conosciuto ed apprezzato di più.