Ancora qualche lavoro minore di Ghezzi che emerge dal suo archivio.

Il primo è un volto di donna, datato 1962, periodo in cui lui stesso definiva la sua pittura “materica” e che invece è raffigurato quasi con un solo tratto di pennello. Un tratto deciso che disegna un ovale un pò enigmatico, uno sguardo quasi obliquo di un volto femminile, ma che dimostra come Ghezzi si divertisse a battere anche altri sentieri.

Il secondo invece è molto più tardo. Siamo nel ’94, in pieno periodo “ultimo figurativo”, e viene raffigurato un paesaggio collocato su un lago o su un fiume. Si colgono oltre ad alcuni alberi ed una piccola barca una struttura simile ad una baracca che si riflette nell’acqua. Ma ciò che a me colpisce di più in questo acquarello sono i colori un pò stravolti e visionari, forse di un tramonto o di un’alba che gli danno quasi il sapore di un paesaggio orientale.

I due lavori sono attualmente esposti in via Camollia 141.

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