Ghezzi non si stancava mai di disegnare, dipingere, sperimentare. Nell’archivio esiste una moltitudine, appunto, di disegni, acquarelli e schizzi che sono spesso propedeutici alla realizzazione di quadri più importanti.
Proprio stamani rovistando tra le sue cose ho trovato una nuova “serie” dal titolo “Paesaggio sotto la neve” che poi non è esitata in quadri importanti. Sono almeno una decina di semplici fogli A4 su cui ha acquarellato forme e segni ispirati evidentemente da una nevicata. Sono del 1978 e rientrano a pieno nel periodo che ha quel titolo lunghissimo ed a volte difficile da ricordare: “periodo neofigurativo spaziale e semantico”. In questo pezzo della sua riflessione pittorica Ghezzi viene ripreso dalla seduzione del figurativo ma non si scorda tutti i lavori fatti sotto l’influenza dello spazialismo ed inoltre è particolarmente attirato dal segno, dalle linee a scapito, almeno un pò, del colore che tanta importanza ha avuto nel suo periodo materico.
Ed ecco un esempio di quella serie:

Si può notare come il colore sia ridotto al minimo e come prevalgano i segni che identificano (forse) un albero coperto di neve che lascia intravedere qualcosa del tronco e dei rami. Ghezzi è sempre stato molto attirato dagli alberi, un soggetto della sua pittura che lo ha sempre accompagnato.
Ma nello stesso periodo, a dimostrazione di come fosse poliedrico ed aperto, disegna su un piccolo cartone con pastelli e matite questa natura morta che invece è piena di colori, ma anche di segni che smontano i vari oggetti, ricostruendoli poi attraverso tratti decisi e quasi geometrici.

Questo articolo porta come immagine in evidenza “Paesaggio autunnale”, una tela di grandi dimensioni e permanentemente esposta in via Camollia.
Abbiamo più volte annunciato l’uscita di un catalogo completo delle opere di Ghezzi, annuncio che confermiamo, in questi giorni stiamo rivedendo le bozze.
Speriamo di poterlo presentare in maniera tradizionale quando ci sarà la fase di riapertura.