La dolce metà di Ghezzi

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Con questo articolo desidero rilevare un piccolo “dietro le quinte” dell’attività artistica di Ghezzi, ma dovrete leggere fino in fondo il post per capire a cosa mi riferisco.

Si dice sempre che dietro un grande uomo c’è una grande donna ed è stato vero anche per Ghezzi, anche se le caratteristiche di Clara non erano quelle di una donna rampante e assetata di successo sia pure attraverso il marito. Era, infatti, una persona discreta e volutamente un passo indietro rispetto al marito nella cui ombra, credo di non essere esagerato o cattivo, è sempre vissuta. Si è ritagliata una sua dimensione domestica e riservata della vita e mai l’ha abbandonata. Non si pensi che le mancasse forza e decisione, la si potrebbe definire come dotata di una superficie morbida e piacevole e di un’anima forte e qualche volta invincibile. Amatissima in famiglia, in special modo dalle nipoti che vedevano e sentivano in lei, in Clara, la classica nonna da amare e da prendere affettuosamente un po’ in giro, facendole il verso ma sentendola sempre molto vicina. 
Ma oggi vorrei celebrarla raccontando un episodio che pare uscito da quel bel film di un paio d’anni fa intitolato “The Wife – Vivere nell’ombra” che racconta del ruolo fondamentale della moglie di un premio Nobel. 


Quando a Mario Ghezzi fu affidato il compito di dipingere il drappellone del luglio 1981 (vinto poi dall’Aquila con Bastiano), in casa il livello dell’ansia si innalzò via via sempre di più. Il Ghezzi smaniava, incalzato dalle frequenti visite del Maestro Pieri (mandato dal Comune) che si voleva accertare che i tempi del lavoro fossero rispettati, e, come spesso gli capitava, si lamentava di non farcela. Aveva concepito quel Palio come una vetrata, tutto tornava, solo che non riusciva a trovare il giusto spazio per gli stemmi della Balzana, dei Terzi, quelli che proprio bisogna metterci. 
Ed ecco che allora Clara, stanca di sentire i suoi lamenti e mossa dalla volontà di aiutarlo, prende il pennello ed in un battibaleno sistema gli stemmi e quanto ancora mancava per finire il cencio che, nessuno prima di ora poteva sapere al di fuori di una ristrettissima cerchia familiare, porta anche il suo contributo.
Ciao Clara, donna forte, gentile e bella come nella foto che allego al post, ma non per questo mancante di decisione e intraprendenza quando serviva.

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