L’adolescente ci guarda con i suoi occhi neri, profondi, forse lievemente strabici di quello strabismo detto di Venere. Sono due piccoli laghi neri nell’insieme chiaro dell’incarnato e sembrano prendere, assorbire più che dare, sono due fori che la trapassano, scuri quasi come il fondo del quadro.

Jpeg
l’adolescente

Dov’è la sua anima ? non ci sono filtri, tutto la attraversa, ma forse, per ora, nulla è trattenuto dentro.

Le ciglia colpiscono invece per il loro aspetto adulto, marcato, sono spesse e folte, un particolare che Ghezzi apprezzava molto nelle donne; il naso è lungo, dritto e segnato, la bocca colorata, sorridente e carnosa come un frutto, l’ovale del viso quasi perfetto e poi quegli incredibili capelli biondi, quasi d’oro zecchino, acconciati in due codini infantili, il collo lungo e sottile. Chissà a chi si ispirò l’artista, ma mai titolo fu appropriato per un viso che mischia particolari infantili con altri più adulti e che nell’insieme non ritrae una bellezza, ma la promessa di questa, come spesso avviene nelle adolescenti. Noterei poi alcuni particolari tecnici: le pennellate dettagliate e precise nel volto, quasi picchiettate e puntinate nella capigliatura  e invece la soffusione del colore nel tronco.

L’insieme tratteggia una figura dai tratti quasi antichi vagamente bizantini eppure modernissima nella complicata psicologia che lascia intuire.

Personalmente non smetterei mai di guardare questo quadro che intriga per il suo mistero e per le storie che permette di immaginare.

Olio su tela  (50 X 70)

eseguito nel 1969 (periodo semantico)

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.